Consigli per gli acquisti: La mia prigione di Fabrizio Corona

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Qualche anno fa, mentre trascorrevo la mia solita settimana agostana affacciato all’Adriatico, mi ritrovai commosso nello scovare tra le innumerevoli riviste in lingua tedesca destinate ai turisti alemanni il primo romanzo di Fabrizio corona: La mia prigione. Oltre a citare in maniera sottile un suo collega, secondo la quarta di copertina il libro avrebbe narrato i supplizi del bel fotografo (così definito ma in verità titolare di un’agenzia) durante il suo soggiorno di qualche mese a S. Vittore (o Regina Coeli non ricordo). Sotto forma di memoriale autobiografico, il Fabri nazionale ci racconta le incredibili prove da lui superate tra le mura del carcere, e le ingiustizie subite da Cazzo di Legno Woodcock a causa del suo coinvolgimento in Vallettopoli. Alle scene di modesta quotidianità nelle quali troviamo il nostro eroe alle prese con
qualche secondino un po’ stronzo si alternano profonde riflessioni personali, quasi dei flussi di coscienza, dove il delirio la fa da padrone fino a trasformare l’opera di corona in un mezzo trattato su un caso di schizofrenia paranoide. Per fortuna le medicine vengono rapidamente somministrate e Corona dipinge sul foglio le pagine più belle di tutto il romanzo, dove creando una quasi insopportabile tensione emotiva, ci racconta della sua inesauribile volontà di uscire dal carcere più bello, muscoloso e abbronzato di quando entrato. Imperdibile!

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