I tipi umani del calcetto

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Il calcetto tra amici, assieme al nepotismo e al pressapochismo, è uno dei dogmi sacri del nostro beneamato stivale. Non esiste maschio italico che non si cimenti almeno una sera alla settimana in avvincenti sfide con e contro i propri soci, ingaggiando scontri all’ultimo sangue in campo e all’ultimo centimetro in spogliatoio. I motivi che spingono a considerare tale avvenimento settimanale irrinunciabile si possono riassumere semplicemente nell’esigenza di fuggire dai problemi della quotidianità e nella necessità di sfoggiare maglie ufficiali della squadra del cuore, al fine di identificarsi con il campione del momento e dimenticare per un istante quanto la felicità dipenda dall’umore del proprio capo.

Ma la partita di calcetto è anche e sopratutto un contenitore di tipi umani; stereotipi indistruttibili che dipingono le tele dei campetti di periferia con le loro maschere e le loro commedie.
L’oltreuomo ha deciso di raccoglierne alcuni, sicuri che ci sarà chi non avrà difficoltà ad identificarsi.
L’individualista
L’individualista è forse il simbolo del calcetto stesso. Il suo rapporto con il pallone è come quello di Paolo Brosio con la madre: incestuoso e improduttivo. Sembra che il collo del piede dell’individualista sia ricoperto di recettori sessuali attivabili esclusivamente al contatto del cuoio; passare a un compagno è per il soggetto uno sforzo abnorme e ripugnante, ed è fermamente convinto che il suo possesso palla sia un diritto divino, uno ius primae noctis da esercitare su una campionessa mondialedi rivergination. Tendenzialmente ha giocato a calcio fino a 15 anni, sport abbandonato a causa degli incessanti insulti ricevuti, e si è rifugiato nel calcetto avvalendosi del valore dell’amicizia come giustificazione al suo egoismo in campo. Predilige giocare come punta o nella fascia opposta al suo piede preferito, per non cadere nella tentazione di effettuare qualche cross, e potersi accentrare avvalendosi di un elastico, un doppio passo, un aurelio, una fake rabona e un altro miliardo di giochetti imparati studiando i video di Denilson. La squadra perde sempre a causa sua.
Il rompicoglioni
Frustrato e con un carattere naturalmente votato all’invidia, ha un controllo palla degno di un termosifone e al posto delle scarpette veste due grossi hamburger di MacDonald scaduti. Non fa altro che urlare e sbraitare durante tutta la partita, dispensando consigli inutili che evidenziano come non abbia mai giocato a calcio e come non ne capisca nulla in quanto a tattica e movimenti in profondità. E’ la nemesi dell’individualista, con il quale si accanisce ripetutamente, implorandolo di passargli il pallone e accusandolo di meschinità e causa principale delle sconfitte. Le rare volte che l’individualista, esacerbato dalle pressioni, decide autolesionisticamente di concedergli una chance, il rompicoglioni non manca mai di perdere la sfera nelle maniere più goffe e divertenti. Ha uno scatto imbarazzante e un deficit del 93% al dribbling; ciononostante possiede un gran tiro e buone caratteristiche difensive. É fortissimo al fantacalcio.
Il truffatore
Segretamente odiato da tutti, il truffatore simula lussazioni parziali della spalla, fratture composte del gomito, osteoporosi precoce delle mani e tutto ciò che può costituire una buona scusa per non andare mai in porta. É un giocatore medio e protesta violentemente ad ogni occasione buona chiamando il fallo quando perde palla, anche se è inciampato su se stesso con gli avversari lontani 30 chilometri. É competitivo fino all’esaurimento e molto spesso stringe alleanze con il rompicoglioni contro l’individualista.
La merda
Presenza fissa in ogni campetto, è solitamente convocato all’ultimo momento tra la disperazione generale dei compagni. Privo di qualsiasi tipo di coordinazione e afflitto fin dalla nascita da una propriocezione balbettante, è un disastro sotto tutti i punti di vista. Consapevole di essere scarso, contrappone al disagio un impegno ed una volontà superiori a qualsiasi altro, fino a quando i compagni, stanchi dei ripetuti fallimenti, lo sbattono in porta. Qui la merda non perde l’occasione di sbizzarrirsi inventando nuovi metodi creativi per subire gol con un retropassaggio, ottenendo come risultato una seconda chance in attacco.
A volte, principi della fisica impazziti e rarissimi allineamenti di pianeti, creano situazioni di gioco incredibili che sfociano in un gol della merda. Questo evento è accompagnato da una gioia incontenibile dei compagni di squadra, tale da poter essere paragonata a quella sprigionata all’arrivo delle mestruazioni dopo due settimane di ritardo della propria ragazza. E’ pesantemente preso per il culo dall’individualista.
Il blasfemo
Divertimento assicurato. Il blasfemo ha l’unico compito di allentare la tensione con epiteti sempre originali e brillanti rivolti a Dio. Grande appassionato di zoologia, è dotato di una straordinaria potenza nelle corde vocali. É consuetudine che giochi in fascia, ruolo che gli permette di allungarsi troppo la palla e, una volta uscita sul fondo, espellere poetici moccoli tra la commozione generale. Tutti lo amano.
Il montero
Il nome dice tutto. Grosso, tarchiato e senza capelli, il montero è un difensore vecchia scuola, responsabile di tutti gli infortuni degli avversari e dei suoi stessi compagni. La scatola cranica perennemente esposta alle intemperie, gli impedisce di comprendere le differenze tra calcio e calcetto, portandolo a perpetuare comportamenti contrari al regolamento, come la scivolata, la rimessa laterale con le mani e la gomitata in pieno volto. Solitamente possiede un tiro potentissimo ed abbastanza preciso, che gli permette di realizzare gol decisivi all’ultimo minuto. La sua ragazza è brutta ed arriva al campo con un’utilitaria del dopoguerra, unica fidanzata che non approfitta della partitella per scoparsi il vicino. É l’incubo dell‘individualista, al quale spezza volentieri gambe e braccia.
Il culone
Il culone gioca spesso da centravanti. Dotato di pessima tecnica ma di straordinaria corsa, realizza una quantità infinita di gol, colpendo la palla con le spalle, con la pancia, con le natiche, con gli occhi, con il polpaccio, con il mento, con il naso, con l’ascella, con il fianco, con la lingua, con lo scroto, ma mai e poi mai con i piedi. Nonostante le incredibili doti realizzative, fallisce sempre le reti servite su un piatto d’argento, ma sa farsi immediatamente perdonare con un gol di tacco in semirovesciata mentre scivola su un precedente sputo del montero. Trova un buon alleato nell’individualista, che immischiandosi in situazioni complicate con duecento avversari in area, crea il terreno fertile per un guizzo del culone.
Quello forte
Infine quello forte, ex giocatore professionista che gioca in souplesse e non sbaglia un colpo. Ridicolizza gli avversari e li fa sentire delle donne, con finte di corpo e passaggi millimetrici. É amato dal rompicoglioni, che lo strumentalizza per attaccare l’individualista; è odiato dal montero, che non riesce a fermarlo nemmeno sparandogli con una Luger; è rispettato dall‘individualista, che però continua a sentirsi il più forte; è divinizzato dalla merda, che rivede in lui una figura paterna mai avuta; è complice del truffatore, perché sa prendere il gioco alla leggera. Insomma è perfetto, infatti nei campetti non si vede mai.

36 pensieri riguardo “I tipi umani del calcetto

    Thomas De Quincey ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 12:16 pm

    capolavoro!

    Thomas De Quincey ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 12:16 pm

    capolavoro!

    Mattia ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 12:47 pm

    Anni che non ridevo così tanto!!!!

    Mattia ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 12:47 pm

    Anni che non ridevo così tanto!!!!

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 2:07 pm

    Minchia, quanta verità!

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 2:07 pm

    Minchia, quanta verità!

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 2:46 pm

    Un trattato di sociologia… consigliato per tesi di laurea avvincenti ed originali! Edoardo Ellena

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 2:46 pm

    Un trattato di sociologia… consigliato per tesi di laurea avvincenti ed originali! Edoardo Ellena

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 9:25 pm

    stupendo! stupendo e ancora stupendoooo!!!

    Anonymous ha detto:
    febbraio 18, 2012 alle 9:25 pm

    stupendo! stupendo e ancora stupendoooo!!!

    Anonymous ha detto:
    febbraio 19, 2012 alle 11:17 am

    Il migliore è il culone! Ah ah ah

    Anonymous ha detto:
    febbraio 19, 2012 alle 11:17 am

    Il migliore è il culone! Ah ah ah

    Anonymous ha detto:
    febbraio 21, 2012 alle 11:58 am

    SEI UN GENIO!

    Edoardo ha detto:
    febbraio 24, 2012 alle 8:23 am

    Per scrivere "il blasfemo" credo abbiano preso spunto da me!!! Un'opera d'arte ahahahahah.

    Anonymous ha detto:
    marzo 6, 2012 alle 3:32 pm

    SPETTACOLARE!!!!!!! e voto 10 per la foto!!!!! 😀

    Anonymous ha detto:
    marzo 6, 2012 alle 9:31 pm

    Meraviglia.

    props ha detto:
    marzo 12, 2012 alle 6:34 pm

    Non ci sono parole per descrivere cotanta magneficenza!
    Solo applausi.

    props ha detto:
    marzo 12, 2012 alle 7:03 pm

    E poi manca: IL CAPITANO.
    Il capitano è il mago del fair play.C’è chi giurerebbe di averlo visto con fascia al braccio e gagliardetto.Per il Capitano la partitella del giovedì è il momento per riappacificarsi col mondo, per espiare i propri peccati settimanali porgendo l’altra tibia all’avversario.Vive per concedere un calcio d’angolo sfuggito ai più; se viene brutalmente driblato, lui si ferma e applaude…in fondo “è solo una partita fra amici”!!!

    federico ha detto:
    marzo 12, 2012 alle 9:25 pm

    Incredibilmente veritiero! Truffatore, culone, merda, individualista, tutti archetipi universali e sempiterni.

    marchinpot ha detto:
    marzo 13, 2012 alle 11:51 am

    uahuahuahuahuah……………..e la cosa bella è ke questi tipi noi ce li abbiamo tutti, nessun escluso!

    Valerio ha detto:
    marzo 16, 2012 alle 9:36 pm

    Quoto il commento di props.

    karben ha detto:
    marzo 22, 2012 alle 4:51 pm

    ahahahahah…troppo divertente

    Andrea ha detto:
    marzo 22, 2012 alle 7:58 pm

    Permettetemi di aggiungere l’essere umano che rende possibile tutto questo e che è onnipresente: L’ORGANIZZATORE.
    L’organizzatore, generalmente di livello tecnico medio-basso, è quello che si prende la briga di chiamare tutti e di fare le formazioni. E’ quello che quasi tutte le settimane si incazza perchè c’è sempre qualcuno che all’ultimo momento non può giocare, ed è costretto a chiamare LA MERDA. Puntualmente alla fine della partita si ripromette, giurando e spergiurando, di non organizzare più, ma poi due giorni dopo è già li che telefona di nuovo a tutti.

    unidays ha detto:
    marzo 23, 2012 alle 9:18 pm

    Sulla scia del commento di Andrea aggiungerei il
    FUORIFORMA
    Sovrappeso in ogni periodo dell’anno, gioca i primi cinque minuti a un livello decente, poi inizia a vagare desolato per il centro del campo, affibbiandosi il ruolo di smistatore di palloni a centrocampo. Quando i suoi non-ritorni in difesa rischiano di far capitolare la squadra, decide di entrare come portiere fisso (rendendo vane tutte le conte e i turni per avvicendarsi in porta). A fine partita rivanga penosamente gli anni in cui era in splendida forma e non aveva neanche un filo di grasso e si ripromette, invano, di tornare in una condizione atletica accettabile per la prossima partita.

    unidays ha detto:
    marzo 23, 2012 alle 9:22 pm

    Ps: L’organizzatore merita di essere inserito, con dovuta citazione, nel post principale!

    Mammoccio ha detto:
    marzo 24, 2012 alle 2:45 pm

    Manca pure IL PORTIERONE. Quando è in partita, mediamente una volta su 4,le prende tutte, anche con più palloni simulteaneamente! Scopre (e copre) angoli di porta non previsti da nessuna delle 3 dimensioni del mondo reale. Si tuffa elastico che sembra l’ultimo personaggio Marvell e prende 9 tiri su dieci (il decimo è deviato dal difensore). Caratteristica fissa è il fatto oggettivo di non poter fisicamente riuscire a giocare così da supereroe. Ma lui non lo sa, e perciò lo fa.

    gianps ha detto:
    marzo 30, 2012 alle 8:28 am

    Stupendo l’articolo. Non voglio fare spam ma sul sito che ho creato insieme a degli amici a fine partita si possono assegnare proprio premi di questo genere. E la community ne è strafelice. Il sito è sportilia.com 🙂

    oltreuomoblog ha risposto:
    aprile 6, 2012 alle 11:09 am

    Reblogged this on L'oltreuomo.

    Maurizio ha detto:
    aprile 8, 2012 alle 7:41 am

    Credo che sia poesia allo stato puro. Lo sto stampando e lo leggerò a voce alta alla prossima partita di calciotto ! Grazie di cuore, mi hai fatto ridere di gusto come non succedeva da tanto !!!!

    thestrongone ha detto:
    aprile 18, 2012 alle 7:46 pm

    Non dimentichiamo IL MOTORINO ovvero colui che ovvia alla sua tecnica di poco superiore alla MERDA con doti di corsa e resistenza degne di un cavallo sotto anfetamine

    Abbo ha detto:
    aprile 19, 2012 alle 6:27 am

    fantastico. 😉

    24 aprile 2012 - Buon compleanno FabioKurt!! - Pagina 3 ha detto:
    aprile 24, 2012 alle 4:48 pm

    […] I tipi umani del calcetto | L'oltreuomo io, gattuso […]

    stcz ha detto:
    maggio 4, 2012 alle 7:25 am

    Sei scontato come la nutella al supermercato in questi periodi di caldo. Il tuo blog è proprio originale,bravo!

    Enrico Spinas ha detto:
    maggio 21, 2012 alle 2:56 pm

    io metterei anche il MISTER X il tappabuchi chiamato e conosciuto da solo uno dei giocatori …chiamato per evitare di chiamare la merda …solitamente è un giocatore medio con poca tecnica ma grande resistenza , in rare occasioni potrebbe essere quello forte…. “comunque ci starebbe anche il BOMBER”

    Antonio Francesco Cucca ha detto:
    maggio 21, 2012 alle 9:56 pm

    geniale

    flashcipo ha detto:
    giugno 3, 2012 alle 8:01 pm

    eccezzionale!!! ci siamo tutti. potrei fare tutti i nomi

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