Intervista a Germano Mosconi

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Continuano le interviste dell’Oltreuomo, dopo il successo dell’intervista a Fabio Volo ecco l’attesissima intervista a Germano Mosconi.
Sono seduto da cinque minuti in un caffè di piazza Bra a Verona quando lo vedo arrivare con passo sicuro. L’arena fa da cornice ad un uomo straordinario. Prende posto davanti a me e mi guarda dubbioso. Purtroppo da quando il fatidico video è stato diffuso in rete, il giornalista non vede di buon occhio le interviste. Teme sempre di essere canzonato. Lo rassicuro che noi dell’Oltreuomo siamo gente seria e che il nostro blog si dissocia da ogni forma di ironia di bassa forgia.
Ordiniamo da bere, io un Valpolicella mentre Mosconi una più anodina acqua tonica.

Mosconi: una volta avrei preso un buon rosso ma ora in paradiso ci è permesso bere solo vin santo.
Oltreuomo: Spero la cosa non ti faccia arrabbiare Germano (ammicco allusivo). A proposito posso darti del tu?
Mosconi: no.
Oltreuomo: (mi imbarazzo lievemente) mi scusi signor Mosconi non volevo mancarle di rispetto. Che ne dice se cominciamo con l’intervista?
Mosconi: Sempre che lei sia un vero giornalista.
Oltreuomo: no, non lo sono. Ma d’altra parte questa non è una vera intervista.
Mosconi: Allora cominciamo che ho fretta.
Oltreuomo: fretta!? Non pensavo che dopo il trapasso si percepisse ancora qualcosa come l’ingerenza del tempo.
Mosconi: è che duettano Whitney Huston e Lucio Battisti. E non voglio perderli.
Oltreuomo: e così sia (sorrido ma lui no). So che è un argomento delicato ma lei è piuttosto famoso per un video che ha goduto di grande visibilità tra il popolo della rete. Ce ne vuole parlare?
Mosconi: cosa vuole che le dica? Ho imparato a bestemmiare in parrocchia, quando da bambino giocavo a calcetto con gli amici. Come tutti. Qualche mentecatto ha raccolto le rare occasioni in cui, durante i fuori onda, ho associato Dio ad animali da cortile e ha montato il video con mestiere. Per essere veneto sono parco di bestemmie. Se si aspettava questo da me direi che abbiamo finito.
Oltreuomo: No no, non mi fraintenda. Vuole piuttosto raccontare qualcosa del paradiso?
Mosconi: volentieri. Vede, io e le altre anime siamo partiti da Codroipo, la nave ci ha portato fino a “Porto di Dio”, il porto del paradiso. Il porto è circondato da un piccolo borgo chiamato “Borgo di Dio” dove le anime possono trovare sistemazione. Ho affittato un monolocale in un residence tramite l’agenzia “Dio case” di san Pietro. Deve sapere che San Pietro ha il monopolio degli immobili nell’aldilà. Il posto è pulito, molto elegante e il vicinato discreto. Ho anche una piccola terrazza che si affaccia su un grazioso parco, “Parco di Dio”. A casa, due volte a settimana, viene la madonna delle pulizie ad aiutarmi con i mestieri. In paese c’è anche una graziosa tavernetta, gestita da un certo Giuda, dove si mangia della succulenta carne di maiale, il porco di Giuda. Poi la sera ci si ritrova tutti in piazzetta vicino alla “fontana la madonna” e giochiamo a “Bestia” a cinque carte. Diciamo che non posso lamentarmi.
Oltreuomo: sembra proprio un paradiso.
Mosconi: La smetta subito per cortesia (con irritazione pacata).
Oltreuomo: Intendevo chiederle se c’è qualcosa che non le va a genio del paradiso.
Mosconi: beh, vede, io adoro la musica ma le uniche radio che ricevo sono RaDio Bono, che trasmette solo canzoni degli U2, e RaDio Bue, che trasmette solo canti di natale.
Oltreuomo: Cosa le manca della terra?
Mosconi: il calcio. Ho vissuto una vita ad amare il calcio e a parlare di lui. Ora è come se vivessi in un perenne “fine primo tempo”. Diciamo che senza calcio c’è poco Dio, poco poco poco Dio (batte più volte il pugno sul tavolo senza riuscire a trattenere delle lacrime di rabbia).
Oltreuomo: Vuole che ci fermiamo qui signor Germano?
Mosconi: Lei sì, io devo rientrare (si ricompone). Ci pensa, un uomo della mia età con il coprifuoco? Roba da matti. A cosa sono serviti tutti quei rigori, quei fuorigioco, quei dannati tabellini marcatori? Mi rimane solo il ricordo di qualcosa che non avrò più. Una violenta nostalgia delle righe bianche, dell’odore di erba bagnata, del rimbombo del tocco di palla dei giocatori, del brusio chiassoso dei tifosi, di quella lieve tensione che ti prende quando gli avversari battono un calcio d’angolo allo scadere e, più di tutto, il silenzio degli ospiti quando segna l’Hellas.
Oltreuomo: io non credevo…
Mosconi: Stai allegro giovanotto, hai ancora tanti campionati davanti. Io no. Io il tempo l’ho ormai giocato tutto compresi i supplementari. Il mio campionato è finito. Sono stato un giornalista di successo per la gazzetta, ne ho vinte di partite. Ma il campionato del dopo partita, quello fuori dal campo, quello dei fuori onda no. Verrò ricordato per quello che non sono. Però voglio dire un’ultima cosa per la tua intervista.
Oltreumo: (smarrito e in tensione) prego, dica pure.
Mosconi: sai chi era che sbatteva la porta?
Oltreuomo: Chi? Nessuno?
Mosconi: Gesù Cristo.

4 pensieri riguardo “Intervista a Germano Mosconi

    federico ha detto:
    marzo 13, 2012 alle 12:06 pm

    Grande! Hai rappresentato il Germa per quello che era, un professionista sensibile ed esemplare lontano dalla macchietta trash che molti vi associano. A tratti davvero commovente. ma li avrà recuperati i sei vantaggi di lunghezza ora?!

      Luciano ha detto:
      giugno 30, 2012 alle 12:08 am

      È proprio questa la macchietta trash, genio…

    rosario ha detto:
    maggio 4, 2012 alle 12:16 am

    E’ unintervista meravigliosa, e credo che Germano avrebbe apprezzato…anzi secondo me l’ha letta e ha già chiesto una copia vi e-book….collegandosi da Codroipo, naturalmente!

    Mirko ha detto:
    maggio 10, 2012 alle 12:19 pm

    Il “Borgo di Dio” mi ha devastato.

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