Il diario di scuola era una grandissima figata

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La scuola dell’obbligo è un ricettacolo di ricordi antropologici. La maggior parte di essi è da buttare ma qualcosa da salvare c’è: il diario. Il diario di scuola veniva utilizzato a cavallo tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo secolo per annotare i compiti per casa (ven int mat, trad lat pag 322 X lun, etc.), riferire alla famiglia le vostre condotte aberranti (Marco Rossi, chiamato per essere interrogato in storia, paragona Dio a un comune animale da cortile), fare dei simpatici disegnini (Qui l’esempio) ma soprattutto condividere frasi imperiture.

Tutti i diari, eccetto quelli degli emarginati, pullulavano di aforismi che, nel tempo, hanno acquisito un valore inestimabile.

Ecco di seguito un elenco di frasi del cazzo.

– Se ti lascia gridale “america!”, si ricorderà che siete stati uniti.

– 80 voglia di te, 70 ne hai di me, 16 che mi ami, 6 la mia fidanzata, 15 sposiamo.

– Dalle Alpi alle Ande un grido si espande, xxxxx sei grande!

– L’amore è come un trifoglio, ti amo, ti penso, ti voglio.

– Si dice che l’amore è solo un sogno ma l’amore che ho per te è realtà.

– Lo disse Dante, lo confermò Pilato, il compito in classe dev’essere sempre copiato.

– Non sei oro, non sei argento ma sei un amico al 100%.

– Bambina stufa scappa di casa. I genitori muoiono di freddo.

– Si fa in 5 minuti e ti frega per 9 mesi. Cos’é? L’iscrizione a scuola.

– Come una barca lascia la scia, io ti lascio la firma mia.

– La scuola è come una puttana. Tutti ci vanno ma nessuno la ama.

– Il cazzo del toro che pascola nel gregge si infila nel culo del pirla che legge.

– Fa piacere sapere che c’è qualcuno che ti aspetta. (firmato: l’autobus)

– Vorrei essere una lacrima per nascere dai tuoi occhi, vivere sul tuo viso e morire sulle tue labbra.

– Si dimenticano i matti, si dimenticano i guai ma i rompiballe come te non si dimenticano mai.

– Nessuno è perfetto. (Firmato: Nessuno)

– Lo studio è lavoro, il lavoro è fatica, la fatica è sudore, sudare fa male. Allora chi me lo fa fare?

– Sai qual è la differenza tra te e un sacco di merda? Il sacco.

– Era un venerdì di domenica e c’era un sole che spaccava le pietre e la neve cadeva a grandi fiocchi mentre calava la nebbia. Un fanciullo di 24 anni, molto alto, un metro e venti circa, stava in piedi seduto su un morbido sasso e mentre stava mordicchiandosi l’unghia del piede destro, cercava di mordicchiarsi l’orecchio sinistro piangendo allegramente per la morte del suo figlio femmina morto in guerra in un tempo di pace. Mentre si lavava i denti con il rasoio, salì su una villetta di 110 piani, senza scale né ascensore e giunto in cima, prese un coltello senza lama, che da molto tempo aveva perso il manico e disse: “meglio vivere che morire”.

Per concludere queste vivaci rimembranze ecco l’acronimo più celebre della letteratura scolastica:

Federezione

Italiana

Gambe

Aperte

31 pensieri riguardo “Il diario di scuola era una grandissima figata

    mario ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 7:23 am

    ma ke cazzo è……………

    mario ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 7:24 am

    cazzo

    Ato ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 8:38 am

    Ho diari su diari imbrattati di queste frasi ma il peggio del peggio è “Se la comunione non farai, morirai” ad opera di un compagno di scuola (l’apoteosi della sfiga) che voleva (forse) essere originale. Mah.

    lupus.sine.fabula ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 7:03 pm

    Ma che bei ricordi! I miei diari! Ora i miei alunni ci disegnano su le foglie di… sai di cosa. Che gioventù sciagurata! Noi eravamo banali ma pur semrpe puliti.

    ilariafrancesca79 ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 7:17 pm

    quanti ricordi….

    franciwp ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 7:31 pm

    Io alla fine dell’anno copiavo tutte questa frasi su un quaderno, ne ho tre, e non c’è una frase scritta due volte! 🙂

      oltreuomoblog ha risposto:
      aprile 5, 2012 alle 7:38 pm

      Suggerisci qualcosa per ampliare. Dai dai dai!

        franciwp ha detto:
        aprile 5, 2012 alle 7:40 pm

        Eh cavolo quei quaderni li devo trovare, sono in un’altra casa, però per martedì dovrei essere in grado di trovarli! 🙂

    La Sally ha detto:
    aprile 5, 2012 alle 10:10 pm

    Praticamente i tre quarti delle frasi da te citate le avevo scritte sui miei diari.. bei tempi eh? E se mi permetti aggiungo una chicca:
    – Ti dedico una dedica per dedicarti tutto quello che si dedica in una dedica. 😉

    tantopercantare ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 7:53 am

    … una mano tangente al seno non è mai secante…
    … compito di matematica … evvai tutti a pigrecomezzi!!!

    Perennemente Sloggata ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 10:55 am

    non si può non citare tutti quegli aforismi firmati “by jim” o “jim morrison”!!
    le smemo delle mie compagne erano delle scatole, tanto raccoglievano tutto: ci si scotchava e incollava dentro qualsiasi cosa. sigarette, scatoline, biglietti di concerti, bus, foto, accendini, …

    Piccola Stella Senza Cielo ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 1:01 pm

    i diari—->veri reperti archeologici della nostra vita

    viachesiva ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 2:35 pm

    Io ho la peggiore.
    “Ti dedico una dedica per dedicare tutto ciò che si può dedicare in una dedica da dedicare”

    Amen.

    astridula ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 7:58 pm

    x la mia amica
    + sincera
    ÷ tutto
    – che lui

    emilymcooper ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 9:05 pm

    Ahahahahah fantastico questo post! Bei ricordi sì!!!
    Comunque ho deciso di lasciarti qui una mia dedica (ovviamente una dell’epoca)
    Io scavo
    Tu scavi
    Egli scava
    Noi scaviamo
    Voi scavate
    Essi scavano
    Non sarà una bella dedica, ma almeno è profonda!!!! 😀

    stellanikolaevna ha detto:
    aprile 6, 2012 alle 10:47 pm

    “Sai qual è la differenza tra te e un sacco di merda? Il sacco.”
    Questa è epica!
    Troppo forte questo post 🙂

    foscasensi ha detto:
    aprile 7, 2012 alle 6:11 pm

    qui c’è dietro un professionista della comunicazione. chapeau

      oltreuomoblog ha risposto:
      aprile 7, 2012 alle 11:28 pm

      più che altro c’è dietro uno studente disagiato. Ma forse le due cose non si escludono…

        foscasensi ha detto:
        aprile 7, 2012 alle 11:30 pm

        affatto, direi. mi spiace solo del disagio.

    Caygri ha detto:
    aprile 8, 2012 alle 8:12 am

    veramente si usano ancora con le solite stronzate

    quartopianosenzascensore ha detto:
    aprile 10, 2012 alle 7:46 am

    E “come la nave lascia la scia, io lascio qui la firma mia” dove lo mettiamo?

    Cristina ha detto:
    aprile 10, 2012 alle 3:28 pm

    che dite di questo acronimo
    Società
    Che
    Uccide
    Ogni
    Libero
    Alunno

    Laura ha detto:
    aprile 14, 2012 alle 1:02 pm

    io me ne ricordo una che ho sul diario di TERZA MEDIA lasciatami da una compagna ripetente: “fatti una canna sotto le stelle ma non bucarti mai la pelle”. Terza media eh!
    Ma anche, così random, “muore la gente piena di guai ma i rompicoglioni non muoiono mai”, “ho tagliato i capelli x piacerti di più, ho imparato l’inglese x dirti I love you”, “se per il mondo non sei nessuno, x qualcuno sei il mondo”…..avevo un paio di compagne che erano delle enciclopedie!

    iCiga ha detto:
    aprile 16, 2012 alle 9:37 am

    ELGA scritto sul lato del diario…

      oltreuomoblog ha risposto:
      aprile 20, 2012 alle 12:48 pm

      Oddio che ricordo! Massima stima per questa rimembranza…

    Selli ha detto:
    aprile 16, 2012 alle 5:55 pm

    Lo disse Dante, lo confermò Petrarca, che per pulirsi il culo ci vuole la carta.
    Direttamente dal diario di terza media di mia sorella (io sono fine anni ’80, ancora troppo giovine per queste mirabilia!)

    Sgrunf ha detto:
    maggio 3, 2012 alle 1:16 am

    Vogliamo parlare di “Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa che cade su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito”? TERRORE

      Masha ha detto:
      giugno 28, 2012 alle 5:06 pm

      La quintessenza dello stalking.

    martina ha detto:
    maggio 21, 2012 alle 3:00 pm

    io ne so tante ma ora ne ricordo 2:
    1)i fili del telefono sono 33
    e sono quelli ke mi collegano a te!!!
    2) ti amo e ti adoro
    come la salsa del pomodoro.

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