PR mona mour

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Luca Zaia, attuale presidente della regione Veneto, ex PR del Manhattan

Una delle figure umane più interessanti della fauna sociale degli ultimi 10 anni e del panorama dei sabati dei mesi dell’Italia e del mondo è quella del PR. Può l’oltreuomo esimersi dal dire la sua sull’argomento? Si. Ma la dirà comunque, dipendente come è dagli insulti che riceve ad ogni post.

Non a caso ne scriviamo di domenica, giorno della settimana di nanna perpetua per l’oggetto della nostra analisi. Mettetevi le cuffie che si comincia.

 

IL PR da discoteca

 Il PR da discoteca possiede tendenzialmente una corporatura flaccida e si veste come il capitano di una nave da crociera. Porta delle scarpe orribili ed è circondato da un tanfo di colonia che neanche al terzo piano di una casa di ricovero. Apparentemente non è mai oggetto di guai fisici o psicologici, è sempre pieno di energie e carico per fare altra festa. Nonostante si alleni 2 o 3 ore al giorno davanti allo specchio, il suo sorriso non risulta mai sincero, ma sempre voglioso di ricevere una mano dotata di tirapugni al suo centro. Voglia che purtroppo raramente viene soddisfatta. Ignorante per necessità, è dotato dell’unica qualità intellettiva indispensabile al suo mestiere: la memoria, grazie alla quale riesce a ricordarsi qualsiasi stronzata quotidiana della vita dei frequentatori delle sue feste. Così non è difficile notare come ad ogni evento il nostro PR sia in grado di discorrere riguardo i valori dei trigliceridi della zia di ogni singolo partecipante. Oltre a questo il suo cervello è continuamente impegnato nel tentativo di arginare la costante disidratazione che lo minaccia a causa dell’abuso di alcolici, e di cercare deejay dai cognomi fighi. L’hangover che paralizza qualsiasi persona per lui diventa inspiegabilmente un motivo di vanto e di ulteriore stimolo per ricominciare a bere e festeggiare. Quando entra in un locale omaggia personalmente solo le persone più influenti o più ricche; gli altri, amici del paese di periferia dal quale proviene e di cui si vergogna, si devono accontentare di un sorriso da lontano e del gesto rotatorio dell’indice che gli comunica che andrà a salutarli; ma dopo, quando avrà tempo. Segue dogmaticamente i precetti di Giovanni Conversano, tra cui non uscire mai dall’auto senza simulare una telefonata al cellulare. Il PR è odiato da molte persone, che però non riescono a sfuggire dalla sua trappola sociale e si abbassano al suo registro quando questi viene a salutare per invitare, il ché onestamente, mi costringe a spezzare una lancia a suo favore: ha una personalità deprecabile ma pur sempre ne ha una rispetto a quelli che lo criticano alle spalle ma non hanno il coraggio di dirgli come la pensano.

Ama il denaro e le donne, ma più di ogni altra cosa il riconoscimento e il potere. Il suo motto personale è «Ci penso io!», risposta destinata a commuovere i galoppini che lo seguono. Tutto sommato è una figura romantica, destinata a incanutirsi in qualche privé della riviera romagnola, a passare gli alimenti all’ex moglie fedifraga, e scontare qualche mese di arresti domiciliari per abuso di norme elusive.

 IL PR alternativo

 Il PR alternativo è ancora più subdolo. Si presenta come la nemesi del PR da discoteca ma in realtà è il suo gemello malvagio. Rifiuta le discoteche per principio, i suoi ambienti sono i club o le osterie, dove può organizzare i concertini di band post-rock tristissime o new-rave sborratissime. Si veste da manuale dell’hipster; l’immancabile borsello con I-pad incorporato, sul cui retro campeggia un adesivo di qualche associazione ambientalista. Puzza. Promuove gli eventi su Facebook tanto quanto il pr da discoteca; il livello di spam è talmente alto da riuscire quasi a competere con L’oltreuomo blog. Lotta accanitamente con le discoteche che considera il nemico da distruggere, non essendo dotato di un livello tale di introspezione da fargli capire che in fin dei conti non è così dissimile dal pr da discoteca. Ogni evento è accompagnata da qualche scopo benefico: le povere nutrie uccise dai vecchi di Padova; il genocidio delle zanzare coreano che trasmettono solo il tifo, le popolazioni sub- cecene del sud Laos ecc… ecc… Ovviamente i soldi li intasca tutti lui e il proprietario del locale che ha appositamente triplicato il prezzo della birra per quella serata.

In conclusione, penso che sia giunto il momento di smetterla di considerarci PR e cominciare a considerarci persone.

2 pensieri riguardo “PR mona mour

    diliddo ha detto:
    giugno 3, 2012 alle 3:10 pm

    geniale!

    Diego Fioretti ha detto:
    giugno 3, 2012 alle 3:12 pm

    Ne conosco un paio di entrambi i tipi pure io… Sempre osservatore!

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